La Luz

Il quartetto psichedelico californiano capitanato da Shana Cleveland torna in Italia per due imperdibili date autunnali a Bologna e Torino, in occasione dell’uscita di News of the Universe, il nuovo, acclamato album uscito su SUB POP nel 2024, che segna una delle vette più alte nella carriera delle La Luz. “In questo album ci sono momenti che per me suonano come un’ultima frenetica confessione prima che un asteroide distrugga la Terra.” afferma Shana Cleveland. 

Registrato interamente da un team femminile e guidato dalla visione artistica di Cleveland – cantautrice, chitarrista, scrittrice e pittrice – News of the Universe è un disco nato dal caos e dalla trasformazione. Un’opera intensa, intima e cosmica, concepita dopo la diagnosi di cancro al seno di Cleveland, che ha cambiato radicalmente il suo approccio alla vita e alla musica. Il risultato è un’esplosione di psichedelia barocca, chamber pop, riverberi spaziali e liriche sospese tra la vulnerabilità e la rinascita.

Con l’arrivo della batterista Audrey Johnson e l’ultima apparizione di due storiche componenti della band, Lena Simon e Alice Sandahl, News of the Universe è anche il ritratto di una band in metamorfosi, che riesce a mantenere il proprio nucleo emotivo anche nell’evoluzione. La presenza in studio della produttrice Maryam Qudus (Spacemoth), che è poi entrata ufficialmente nella formazione come tastierista, ha rafforzato la direzione visionaria e spirituale dell’album. “Sfrontatamente vulnerabile, sfacciatamente femminile e indiscutibilmente trionfante.” è così che lo definisce Hard of Hearing Magazine, mentre su Bandcamp Daily si legge “Un album nato dalla calamità che brilla di una bellezza oscura e radiosa.

Fin dalla loro formazione nel 2012, le La Luz sono diventate una delle band più iconiche e amate della scena indie americana, celebri per il loro stile unico che mescola surf rock, doo-wop, folk e garage psichedelico con eleganza, grinta e spiritualità. Con News of the Universe, superano ogni aspettativa, firmando un lavoro profondo e travolgente, che suona come una confessione sussurrata sotto un cielo stellato.

A ottobre, la dimensione live di La Luz porterà tutto questo sul palco: una vera odissea emotiva e sonora tra amore, morte, trasformazione e bellezza. Bologna e Torino si preparano a due notti che promettono di essere magnetiche e indimenticabili.

FUORI SALONE SPECIAL PRICE

In occasione della settimana del Fuori Salone, abbiamo deciso di mettere a disposizione una piccola selezione di biglietti a prezzo ridotto per alcuni concerti in arrivo a Milano.

I biglietti sono in numero limitato, disponibili fino a esaurimento.

Cellini

Cellini è un artista di origini italo-meridionali di base in Belgio, che crea una musica elettronica percussiva e pensata per il dancefloor, profondamente ispirata alle tradizioni musicali del bacino del Mediterraneo. Il suo sound è un inno alla diversità e allo scambio culturale: una fusione di generi europei pensati per il clubbing con le melodie e i ritmi delle tradizioni popolari.

Il risultato è una musica al tempo stesso moderna e senza tempo, in grado di riflettere il suo sguardo unico sulla scena elettronica contemporanea.

Dopo anni di dj set nei club e festival di tutto il mondo, Cellini porta il suo progetto su un nuovo livello con l’attesissimo album d’esordio e un liveshow audiovisivo che rompe i confini tra suono e immagine.

Alla base di tutto, una narrazione personale e profonda: le sue produzioni raccontano la complessità dell’identità e del senso di appartenenza, un costante equilibrio tra due mondi. Il risultato è una materia sonora ricca, stratificata, organica e digitale al tempo stesso.

«Quando scrivo musica, lo faccio sempre con una forte nostalgia addosso. È come se sentissi la mancanza di ricordi che in realtà non sono miei.I miei nonni si sono trasferiti dal Sud Italia in Belgio negli anni ’50 per lavorare nelle miniere di carbone. Sono cresciuto in una piccola comunità italiana in Belgio, e ho sempre avuto la sensazione di essere sospeso tra due culture che mi hanno formato.Con la mia musica cerco di trovare un equilibrio tra queste due identità. Uso tamburi tradizionali del Sud Italia e ritmi che risuonano delle danze popolari dei miei antenati. Allo stesso tempo, i miei brani sono influenzati dalla musica che ho ascoltato crescendo in una zona post-industriale: dalla house e techno dei club, alla musica turca, greca o marocchina che ho scoperto grazie ad altri figli di immigrati come me.»

ΣTELLA

Appena Stella Chronopoulou ha cominciato a scrivere Adagio, il suo quinto album a nome Σtella, ha capito che era arrivato il momento di cantare in greco, la sua lingua madre. Era la prima volta. L’ispirazione è arrivata quasi per caso, nel 2019, durante una traversata in traghetto di 11 ore verso l’isola di Anafi. Σtella stava attraversando un periodo personale molto difficile e aveva bisogno di prendersi una pausa. Durante il viaggio in mare, ha tirato fuori il cellulare e ha iniziato a registrare una semplice melodia, costruendo progressivamente un primo abbozzo di strumentale. Mentre tastiere psichedeliche si intrecciavano a ritmi secchi e incalzanti, il brano prendeva forma come un lungo respiro, come se Σtella si stesse finalmente liberando da un peso.

Per un po’ ha lasciato quel pezzo da parte. Sapeva che le parole sarebbero dovute essere in greco, vista la situazione in cui era nato, ma non era ancora pronta. Né aveva fretta.

D’altronde Σtella è cresciuta in un posto lento, per usare le sue parole. Non troppo distante dal trambusto di Atene, viveva in un sobborgo rurale sopra la città. Quando suo padre acquistò il terreno lì, gli amici lo prendevano in giro dicendo che sarebbe stato mangiato dai lupi. Per Σtella, però, era il paradiso: la svegliavano i campanacci delle capre, giocava in strada con gli amici senza preoccuparsi di macchine o divieti, e la notte le porte rimanevano aperte. La vita era semplice.

Negli ultimi dieci anni, però, la sua vita è diventata sempre più frenetica. Oggi Σtella vive nel centro di Atene ed è considerata una delle artiste greche più interessanti della scena internazionale. Con cinque album all’attivo — tra pop elegante e raffinato, venato da un tocco cosmopolita — ha conquistato l’attenzione globale. Dopo l’uscita di Up and Away per Sub Pop nel 2022, ha superato i tre milioni di ascoltatori mensili su Spotify. Un traguardo importante, certo, ma che a volte l’ha fatta rimpiangere la lentezza della sua giovinezza.

Ed è proprio quel desiderio di rallentare il ritmo a tenere insieme Adagio, un disco che porta nel titolo e nella musica l’invito a prendersi il proprio tempo. Adagio è un album pop che avvolge come una coperta calda, con chitarre classiche, percussioni leggere e un’atmosfera sospesa. Realizzato nell’arco di cinque anni con la collaborazione di musicisti internazionali come Rafael Cohen e il songwriter britannico Gabriel Stebbing, Adagio è una meditazione di 27 minuti su amore, desiderio, riposo e tempo.

La maggior parte dei brani è cantata in inglese, come nei suoi album precedenti, ma qui Σtella presenta anche le sue prime due canzoni in greco: “Omorfo Mou”, nata proprio su quel traghetto, e una reinterpretazione del classico “Ta Vimata” (1969) di Litsa Sakellariou, uno dei brani simbolo della New Wave greca. Due episodi che segnano un ritorno a casa, in tutti i sensi.

Durante la pandemia, su consiglio di un’amica, Σtella ha iniziato a scrivere a distanza con Rafael Cohen, scambiandosi suoni e dischi via mail. La chimica è stata immediata e hanno composto insieme cinque brani — senza mai incontrarsi di persona. Tre di questi formano l’ossatura di Adagio.

C’è ad esempio “Baby Brazil”, un brano seducente che racconta l’amore come un atto di abbandono e fiducia. Un mix perfetto tra Tropicalia, disco e yé-yé. In “80 Days”, le chitarre classiche e gli archi si alternano a momenti più elettronici, in un’onda emotiva che cattura e trascina. Ma è nel brano d’apertura, “Adagio”, che la filosofia del disco si rivela pienamente: Σtella canta alla lentezza come se fosse un’amante lontana, su una base di samba morbida e accordi vellutati. La sua chitarra solista, alla Wes Montgomery, è come un gesto che invita a rallentare e lasciarsi andare.

C’è spazio anche per l’ironia e la leggerezza malinconica di “Can I Say”, scritta in memoria della sua bici rubata, e per l’ipnotico strumentale “Corfu”.

Quando Σtella è tornata sul brano iniziato durante la traversata, sapeva che doveva essere in greco, anche se scrivere in quella lingua le era sempre sembrato troppo intenso per la delicatezza della sua musica. Ma stavolta era diverso. Il titolo, “Omorfo Mou”, significa “il mio bellissimo” e la canzone è diventata un inno al desiderio e alla nostalgia. Accoppiata con “Ta Vimata”, rappresenta una doppia riconnessione con le sue radici e la tradizione pop della sua terra.

Dall’inizio alla fine, Adagio è il lavoro in cui Σtella appare più libera e centrata. Non fermerà certo la corsa della sua carriera, ma per mezz’ora regala al mondo un tempo più morbido, più lento, più umano. E se anche la vita fuori continua a correre, queste canzoni ci ricordano che si può sempre scegliere di rallentare.

Aurora Leone

Dopo aver registrato una lunga serie di sold out nei teatri italiani e conquistato il pubblico di Londra, Parigi, Berlino, Amsterdam e Bruxelles, Aurora Leone torna a calcare i palchi del nostro Paese con nuove imperdibili date del suo spettacolo “Tutto scontato”, in programma questo autunno nei principali teatri italiani.
Un ritorno attesissimo, a grande richiesta, per uno show – “rivisto e scorretto” per questi nuovi appuntamenti – che ha saputo mettere d’accordo pubblico e critica, mescolando ironia pungente e storytelling generazionale in perfetto equilibrio tra satira, racconto personale e cultura pop.
“Tutto scontato”, tra il linguaggio di Ricky Gervais e quello di Mattarella, è un monologo scomodo come un sedile Ryanair nelle file centrali. Tutto scontato come uno sticker in vetrina che promette di farti trovare quello che cerchi — e invece no, spoiler: non lo trovi.

BIO

Esordisce nel ruolo di attrice in teatro, portando i suoi monologhi su numerosi palchi, a partire dal concorso Campania Actor Studio, nel 2016, a Colorado Lab, fino ad arrivare alle tre date sold out con il monologo “Quotidiana mente – una famiglia a pretesto” nel 2018.

Dopo l’apprezzatissima partecipazione ad “Italia’s Got Talent”, nel 2019 fa il suo ingresso nella content factory dei The Jackal, nella quale tuttora riscuote grande successo come attrice e comica.

Nel 2022, ottiene il ruolo di ospite fisso nel programma di RaiPlay “Il Giovane Old”, di Nicola Savino, nonché la co-conduzione del “Fuori Festival” a Sanremo e partecipa come concorrente all’ultima edizione di “Pechino Express”, in coppia con il collega Fru.

Alla fine del 2022 porta in un tour di tre tappe nei teatri (Napoli, Roma e Milano) il suo nuovo monologo “Vero a Metà” ottenendo due date sold out e partecipa come ospite fissa al programma “Prova Prova Sa Sa”, condotto da Frank Matano e disponibile su Prime Video.

Nel 2023 vede la luce la sua partecipazione nella prima serie scritta e prodotta da The Jackal, in collaborazione con Mad Entertainment, “Pesci Piccoli – un’agenzia, molte idee, poco budget” disponibile su Prime Video.

Nell’estate 2023 su Prime Video viene lanciato il suo primo monologo “Quotidiana mente – una famiglia a pretesto”, presentato in pieno stile The Jackal, attraverso riprese in teatro alternate da brevi clip in cui è protagonista con il resto del gruppo.

Insieme al collega Fru, è stata la conduttrice dell’ultima edizione di “Italia’s got Talent” targata Disney+.

Aurora è tra i concorrenti della quarta stagione di “LOL – Chi ride è fuori”, in onda nel 2024.

Nell’inverno tra 2024 e 2025 porta in teatro il suo nuovo monologo “Tutto Scontato”, registrando numerosi sold-out (di cui due a Londra).

Nella primavera del 2025, sempre insieme al suo spettacolo “Tutto Scontato”, approda anche in Europa con tour speciale di 5 date tra Berlino, Parigi, Londra (dove registra un nuovo sold-out), Amsterdam e Bruxelles.

Nel 2025 torna, insieme al resto del collettivo, con la seconda stagione della serie, scritta e prodotta da The Jackal in collaborazione con Mad Entertainment, “Pesci Piccoli – un’agenzia, molte idee, poco budget” disponibile su Prime Video.

Nel 2025 torna anche alla conduzione di “Italia’s Got Talent” (Disney+), insieme al collega Fru.

The Raveonettes

Dopo molti anni di attesa, i The Raveonettes tornano finalmente in Italia per un’unica imperdibile data: il 29 maggio 2025 alla Triennale di Milano. L’evento, organizzato da DNA concerti e Via Audio, segna il ritorno della leggendaria band danese, considerata una delle più grandi rock band nella storia recente della Danimarca.

Il duo formato da Sune Rose Wagner (chitarra e voce) e Sharin Foo (basso, chitarra e voce) ha ridefinito il panorama musicale a partire dai primi anni 2000, combinando le influenze del rock’n’roll americano anni ’50, dei gruppi femminili anni ’60 e delle chitarre surf californiane con un sound crudo e dissonante. Inseriti nella scena garage rock del nuovo millennio accanto a band come The Strokes, The Hives e The White Stripes, i The Raveonettes hanno saputo distinguersi grazie alle inconfondibili armonie vocali maschili e femminili, un contrasto dolce e ipnotico che completa e valorizza alla loro potenza sonora. l loro impatto nel panorama musicale è stato profondo, ispirando intere generazioni di artisti e contribuendo, come afferma NME, “alla rinascita del pop americano degli anni ’10 ” con band come Best Coast, The Drums e Dum Dum Girls che hanno attinto proprio alla loro estetica pop senza tempo.

Nel 2024, dopo sei show sold out nella loro Copenaghen, Politiken ha descritto la band come “ancora oggi i ragazzi più cool di Copenaghen“. 

Il 2025 segna un capitolo importante nella loro carriera: dopo otto anni di silenzio discografico, il 25 aprile pubblicheranno il nuovo album “Pe’ahi 2”, seguito spirituale di “Pe’ahi” del 2014, un’opera intensa che esplora i temi della fragilità della vita, della morte, del desiderio e della vulnerabilità. Registrato tra Nashville, Los Angeles e Copenaghen, l’album promette di riportare la band sotto i riflettori internazionali.

Oltre a celebrare il nuovo album, il tour segna anche il ventennale di “Pretty in Black”, un disco che ha segnato una svolta nella loro carriera e ha consolidato il loro status nel panorama rock internazionale. Pubblicato nel 2005, Pretty in Black ha mostrato il lato più melodico e sofisticato della band, con influenze che spaziano dal doo-wop al garage rock, e brani ormai iconici come Love in a Trashcan e Ode to L.A.. A vent’anni dalla sua uscita, il disco continua a esercitare un fascino senza tempo e sarà celebrato con una speciale selezione di brani all’interno della scaletta del tour.

Attualmente, Wagner e Foo stanno già lavorando al loro prossimo progetto discografico, previsto per la fine dell’anno, ma prima di allora torneranno a esibirsi dal vivo per presentare il nuovo materiale e regalare ai fan un viaggio attraverso la loro straordinaria carriera.

L’appuntamento del 29 maggio alla Triennale di Milano sarà un’occasione unica per vivere l’energia magnetica dei The Raveonettes in un contesto speciale, tra le atmosfere sognanti e le distorsioni elettriche che li hanno resi unici.

Marcos Valle

Dal samba e la bossa nova alla psichedelia della MPB e al beach boogie, Marcos Valle è una delle figure più importanti della storia musicale brasiliana. Pochi artisti possono vantare una carriera stilisticamente varia quanto la sua, e ancora meno sono riusciti a mantenere uno standard qualitativo così elevato per oltre sei decenni. Il poliedrico genio del pop brasiliano ha collaborato con leggende come Leon Ware, Sarah Vaughan e Chicago; la sua musica è stata campionata da Jay-Z, Kanye West, Childish Gambino, Madlib e Kaytranada; le sue canzoni sono state reinterpretate da artisti del calibro di Frank Sinatra e Bebel Gilberto, persino Emma Bunton delle Spice Girls ha rivisitato il suo classico Os Grilos (The Crickets Sing For Anamaria).

Parte della seconda generazione di compositori di bossa nova, sulla scia di João Gilberto e Antônio Carlos Jobim, Valle raggiunse la fama nei primi anni ’60 con la sua celebre Samba de Verão (Summer Samba). Scritta con il fratello e storico collaboratore Paulo Sérgio come tributo allo spirito spensierato della vita da surfista a Rio, la canzone è diventata, insieme a The Girl From Ipanema, uno dei brani brasiliani più riconoscibili al mondo. Quando la bossa nova perse slancio negli anni ’70, Valle reinventò il suo stile, abbracciando sonorità più sofisticate, jazzate e psichedeliche, dando vita ad alcuni degli album più ricercati della sua carriera: Marcos Valle (1970), Garra (1971), Vento Sul (1972) e Previsão do Tempo (1974). Parallelamente, scriveva e registrava musica per il cinema e la televisione (inclusa la versione brasiliana di Sesame Street). Proprio in questo contesto conobbe il trio che sarebbe poi diventato Azymuth, prendendo il nome da una sua composizione per la colonna sonora di O Fabuloso Fittipaldi (1973).

Alla fine degli anni ’70, Valle intraprese una fortunata collaborazione con il celebre produttore e cantautore statunitense Leon Ware, con cui scrisse cult hit del soul come Rocking You Eternally e Baby Don’t Stop Me, reinterpretandole poi in chiave brasiliana nell’album Vontade de Rever Você (1981). Qualche anno dopo, Valle e Ware unirono nuovamente le forze per uno dei brani più longevi del compositore brasiliano (reso ancor più popolare grazie agli algoritmi di YouTube e Spotify): l’inarrestabile hit disco-funk Estrelar.

Negli anni ’90, deluso dall’industria musicale brasiliana, Valle si allontanò dai riflettori per concentrarsi sulla composizione per cinema e TV. Tuttavia, nel Regno Unito e in Europa la sua musica stava acquisendo lo status di culto grazie a movimenti come l’acid-jazz, il jazz-dance e il rare groove, nonché alla cultura dei crate-diggers, che alimentava l’interconnessione tra queste scene. Nel 1995, durante un tour, incontrò Joe Davis di Far Out Recordings al Jazz Café di Londra: nacque così un sodalizio che dura da oltre 25 anni e che prese il via con la pubblicazione di Nova Bossa Nova nel 1998.

Nel 2023, per celebrare il suo 80° compleanno, Marcos Valle è tornato in Europa per un tour speciale, accompagnato dalla ristampa del suo capolavoro moderno Contrasts (2003), ormai fuori catalogo da tempo. Un album che ospita, tra le altre gemme, l’appropriatamente intitolata Parabéns, parola che in portoghese significa “congratulazioni”, la stessa con cui in Brasile si augura buon compleanno. 

Rival Consoles

Rival Consoles è il progetto solista di Ryan Lee West, artista britannico considerato come una delle figure più affascinanti e innovative nel panorama della musica elettronica contemporanea. Fin dal suo debutto nel 2007, West ha costruito una carriera caratterizzata da un equilibrio perfetto tra musica elettronica sperimentale e sensazioni emotive intense, creando sonorità che oscillano tra il minimalismo, l’ambient e l’IDM.

Il suo primo album, “Kid Velo” del 2010, ha presentato al mondo il suo approccio distintivo: una fusione tra elettronica pulsante e melodie avvolgenti. Ma è con il successivo “Howl” (2014) che Rival Consoles ha consolidato la sua reputazione di maestro nell’arte di mescolare suoni “organici” e sintetici, in un paesaggio sonoro che travalica i confini della musica elettronica. L’album ha ricevuto ampi consensi dalla critica, che ha apprezzato l’intensità emotiva e la profondità di ogni traccia. Nel 2016, l’uscita di “Night Melody” ha portato il suono di Rival Consoles a un livello successivo, esplorando ulteriormente la sperimentazione sonora con una ricca varietà di texture e ritmi che non mancano mai di suscitare emozioni. L’album si situa in una dimensione più cinematografica e concettuale, con tracce che accompagnano il pubblico in un viaggio ipnotico e riflessivo. “Persona”, il suo penultimo lavoro del 2018, è stato a sua volta accolto molto calorosamente dalla critica. In questo album, Rival Consoles combina il linguaggio elettronico con una visione artistica che trascende i confini della musica. “Persona” non è solo un album, è un’esperienza sensoriale che esplora l’identità, la percezione e l’esistenza, un viaggio immersivo in cui la musica diventa un veicolo per esplorare l’animo umano.La sua musica è stata definita come “un’esplorazione di paesaggi sonori emotivamente potenti e inaspettati” (Resident Advisor), e il suo approccio alla composizione è stato descritto come “capace di unire sperimentazione e melodia in un modo che poche altre produzioni elettroniche riescono a fare” (The Quietus). Le sue performance dal vivo sono altrettanto notevoli, con la capacità di trasportare il pubblico in un’esperienza sensoriale che va oltre il semplice ascolto. 

Il 14 ottobre 2022 ha pubblicato “Now Is”, lavoro che segna un’evoluzione nel suo percorso artistico, presentando composizioni più giocose e melodiche, frutto di sperimentazioni nel songwriting minimalista e di una fusione tra sintetizzatori e strumenti acustici. Pitchfork ha descritto l’album come “un insieme introspettivo di tracce create in solitudine“, evidenziando la produzione atmosferica e stratificata di West, adatta all’ascolto con le cuffie, pur con godibili e occasionali accenni da dancefloor. 

Rival Consoles è considerato una delle figure più influenti della scena elettronica internazionale. La sua musica, caratterizzata da un perfetto equilibrio tra sperimentazione e profondità emotiva, ha conquistato la critica e il pubblico grazie alla capacità di creare musica elettronica altamente atmosferica ed espressiva, “umanizzando” suoni elettronici e sintetizzatori. Dopo una carriera quindicinale che lo ha portato a esplorare territori sonori sempre più polimorfi e concettuali, nel 2022 ha pubblicato l’album “Now Is” su Erased Tapes, lavoro che segna una nuova fase della sua evoluzione musicale. Con una fusione unica tra sintetizzatori e strumenti acustici, il disco è stato acclamato per il suo approccio giocoso e melodico all’unanimità da tutta la critica musicale: “Impossible to ignore, and hard to forget” commenta Pitchfork, mentre Clash dice che “Rival Consoles makes a conscious attempt to push back against everyday bleakness“. 

Porterà sul palco della Triennale di Milano una performance A/V esclusiva che unirà musica e visual in una narrazione sonora senza precedenti. Dalle atmosfere più profonde dell’ambient alla sua visione unica della techno, Rival Consoles presenterà materiale inedito e una reinterpretazione dal vivo delle sue opere più iconiche. Il risultato è un viaggio ipnotico che si spinge oltre il concetto tradizionale di concerto elettronico, trasformandolo in un’esperienza cinematica e immersiva, di fusione tra tecnologia e arte, esaltata ancora di più dal contesto della Triennale, che celebra l’arte e la cultura in tutte le sue forme. 

 

Fitness Forever

Fitness Forever è il nome di uno dei gruppi POP più eleganti delmondo.
Nascono nel 2007 e, dopo un EP con EMI Music, firmano un contratto a vita con la storica etichetta indie Spagnola ELEFANT RECORDS, con cui fanno uscire nel 2009 il primo LP, “Personal Train” , proponendo un inconsueto mix tra l’indie pop di Belle and Sebastian, i maestri italiani delle colonne sonore
come Ennio Morricone e Piero Umilani e il sound sixties di Beach Boys, Byrds e Love.

Con una nuova attitudine jazz/funk e la stessa ossessione per armonie celestiali e arrangiamenti raffinati, il gruppo comincia a sviluppare un nuovo sound, ancora più elegante e pieno di groove, partendo da “Cosmos” (2013) un disco adorato dalla critica Mondiale, capace di espandere il proprio universo
sonoro incorporando il sound di artisti come Marcos Valle, Serge Gainsbourg, Lucio Battisti e Steely Dan, oltre che oscure referenze disco Italiane come KANO e Number One Ensemble.

Nell’attesissimo seguito “Tonight”, che sarà pubblicato il 29 Settembre 2017 (masterizzato a Parigi da Chab,, vincitore di un Grammy per il lavoro svolto sul capolavoro Random Access Memories dei Daft Punk) il tiro si sposta decisamente verso i suoni classici disco music di Abba, Bee Gees e Tavares, ma alterando la miscela con delle soluzioni sempre più ricercate ed esotiche, tra disco futurista (“Dance Boys”) funk spettrali e visionari alla Enzo Carella (“Cosa mi hai detto”), cavalcate boogie degne degli Azymuth (“Port Ghalib“) e soprattutto quella “Andrè”, suite disco/funk/balearic in quattro movimenti, cantata in Napoletano e prodromo della gigantesca ondata di Neapolitan Funk che monopolizza le playlist e i danceflloor negli anni a seguire. La qualità del disco e le performance dal vivo della band impongono definitivamente i membri del gruppo tra i più talentuosi e competenti musicisti della Penisola, e per tutti negli anni a seguire è un intenso susseguirsi di lavori in studio e dal vivo con alcuni dei progetti musicali e degli artisti più affermati in Italia (hanno contribuito a dischi e tour di gente come Calcutta, Nu Genea, Elisa, Alan Sorrenti, Colapesce e Dimartino, Popa, Tropico, Parbleu, PS5 e Bassolino solo per citarne qualcuno).

Nel frattempo, il culto della band Fitness Forever procede, portando le loro canzoni al cinema ( “Selfie” di Agostino Ferrente, “Il punto di rugiada” di Marco Risi, “La tristezza ha il sonno leggero” di Marco Mauro De Notaris) e in TV (le serie “Bored to Death” su HBO, “Elite” su Netflix e “El Embarcadero” su
Amazon Prime). Nel 2020, cominciano i lavori per il nuovo album.

4 anni, 2 pandemie, 1 crollo dello studio e diversi tour dopo (anche per effetto di una proverbiale quanto maniacale cura di ogni dettaglio) “ Amore e Salute” è finalmente pronto per essere riprodotto, preferibilmente su vecchi impianti stereo in radica di noce! Il disco, che sarà anticipato dal singolo “A Vele Spiegate” (che vede alla voce il meraviglioso Calcutta, autore anche del testo insieme alla band) si presenta come la summa dei 3 lavori precedenti, mirando se possibile ancora più in alto in termini di raffinatezza, composizioni, arrangiamenti e produzione.

Il disco si propone di raccontare uno spaccato di vita visto attraverso le lenti azzurrate di un “crooner”, uno “chansonnier”, ed è figlio della venerazione per figure affascinanti quanto talvolta dimenticate, icone romantiche del secolo passato come Filipponio, Daniele Pace, Fred Bongusto o Julio Iglesias. Sontuosi arrangiamenti d’archi, un groove disco-funk inarrestabile e malinconiche note di chitarra suonate davanti al tramonto di Ischia, accompagneranno le avventure del nostro misterioso crooner tra risate e malinconie, nuove conquiste e solitudine post estiva.

In un mare di proposte musicali che tendono verso un’estrema omologazione, per rispettare gusti e parametri dell’ascoltatore medio (sempre più distratto), “Amore e Salute” si propone per essere altro: un momento di introspezione, di meditazione, di relax, magari notturno, magari in solitudine, come una puntata di “Sottovoce” con Gigi Marzullo o di “Amore e Psiche” con Gabriele La Porta.

Ana Lua Caiano

Ana Lua Caiano: la tradizione portoghese incontra l’innovazione

Ana Lua Caiano è un’artista che fonde il patrimonio musicale portoghese con sonorità elettroniche, creando un ponte tra passato e presente. Attraverso l’uso di sintetizzatori, beat-machine e registrazioni ambientali, reinventa la tradizione portoghese in una chiave contemporanea e visionaria.

Nel 2024, il suo album di debutto Vou ficar neste quadrado, pubblicato dall’etichetta tedesca Glitterbeat, è stato acclamato dalla critica ed è entrato nelle classifiche dei “Migliori Album” dell’anno secondo importanti testate nazionali e internazionali.

Il tour mondiale a supporto dell’album ha visto Ana Lua Caiano esibirsi in circa 80 concerti in Portogallo e oltre i confini, partecipando a prestigiosi festival come Primavera Sound, Bons Sons, MEO Kalorama, e calcando i palchi di eventi internazionali di spicco, tra cui Eurosonic, OOAM Festival, Babel Med, Les Suds à Arles, Roskilde Festival, Mar de Músicas, Reeperbahn, BAM Festival, Tromsø World Fest, Oslo World, e molti altri.

Il 2024 ha segnato anche la sua nomination ai “Music Moves Europe” Awards, la partecipazione al celebre COLORSxSTUDIOS, e la vittoria ai Golden Globes nella categoria “Miglior Canzone” con il brano Deixem o Morto Morrer.

Nel 2025, Ana Lua Caiano continuerà il suo tour internazionale e lavorerà alla pubblicazione di un nuovo album, portando la sua visione musicale sempre più lontano.

Ghnocci

“Ghnocci” is the new English-speaking stand-up comedy tour bringing top european and international acts to Italy, hosted by Filippo Spreafico as resident MC.

This cycle of shows stands out as the first in Italy dedicated to showcasing some of the most fresh, innovative, original and internationally recognized comedians from across Europe. 

The mission is to bring in Italy the best acts from a global comedy renaissance, featuring performers who have spent the last decade perfecting their craft and making audiences laugh all over the world.

“Ghnocci” is produced and curated by Italy’s most globetrotting comedian, Filippo Spreafico, together with DNA concerti.

 

ALI WOODS 

Ali Woods is a half-English, half-Scottish comedian, podcaster and content creator.  After a third sell-out Edinburgh Fringe run in 2024, Ali is a refreshing mix of the ‘every man’ and the ‘modern man’, whose sensitivity and genuine interest in men’s mental health gives him a great perspective on the modern ‘lad’ culture which often features in his comedy. Ali is that wonderful blend of comedy with a heart, speaking on topics such as football, the environment, and many social causes close to his heart.

Ali won Hackney Empire New Act of the Year 2020 and has appeared on BBC Radio 4, TalkRadio, TalkSport. His online comedy sketches under the tag @aliwoodsgigs have gained millions of views and likes, and featured on LadBible and Buzzfeed UK. In 2022, he supported Russell Kane and Axel Blake on tour and in 2024 supported Adam Kay.

You can watch Ali’s first ever comedy special on Youtube, already surpassing 23k views! You can watch his hilarious hour here. 

In 2024, Ali starred on Comedy Central Live and Stand Up Sketch Show. He also had a third sold out Edinburgh run with his show ‘At the Moment’ he then embarked on his first ever solo tour across the UK and Ireland to sold-out audiences. 

 

SHAHAK SHAPIRA

Shahak Shapira is an Israel-born, Berlin-based comedian. Being a pro German comedian, Shahak is mostly known for things that have nothing to do with comedy, such as his art projects YOLOCAUST, #HeyTwitter and the 90’S BOILER ROOM – all gaining major attention all over the world. He was the head writer and host of his own sketch comedy show „Shapira Shapira“ on public German TV channel ZDFneo – the show ran for two seasons and introduced the first celebrity roast ever on German TV. Before that, Shahak toured all over Germany with his first stand up special “German Humor”, recorded another one for Comedy Central and wrote two best-selling books with over 80k sold copies, the second one reaching the first place of the Amazon bestseller charts on the day of it’s release. He opened for New York comic Joe List and those little annoying stand up clips he uploads on social media were seen by over 5 million people.

 

WARY NICHEN

Wary Nichen is a comedian, writer and a filmmaker. His show Nomad has taken him to different cities on four continents. Performing in English, French, Arabic, and Spanish, Nichen uses his keen sense of observation and improv skills to highlight the differences between East and West – bringing people of different backgrounds together to laugh about themselves. Switching gears after a career in telecommunications, he now appears regularly on French TV, and his political satire is often featured on francophone radio. He also writes comedy series for French and Algerian TV. His news-based jokes have made the pages of Le Monde and the New York Times.

 

LARA RICOTE

Lara Ricote is a Mexican-American-Venezuelan stand up comic who has won the Best Newcomer Award at the Edinburgh Fringe Festival 2022 for her critically acclaimed show GRL/LATNX/DEF and won the Funny Stage Women Award in London in 2021. She’s based in Amsterdam, NL and has been working in London for the last year. Since then she’s been on Comedy Central, Channel 4 shows, E4 shows, and Dave panel shows. She has performed all over the UK, Europe and Argentina, in both Spanish and in English.

The Guardian describes her as a “razor-sharp goofball,” and her show as a “riotously inventive show that blurs notions of race, gender and disability.”

 

FILIPPO SPREAFICO

Filippo Spreafico is an Italian comic, actor, radio host and musician. He was featured on Comedy Central and Italian public broadcaster Rai2. He has performed in four continents, taking part in the Edinburgh and Adelaide Fringe Festivals, and tours Europe and Italy regularly in English and Italian.

 

The Magnetic Fields

Per celebrare il 25° anniversario della sua uscita, i Magnetic Fields porteranno nuovamente sul palco l’intero album 69 Love Songs nel corso di un tour europeo e britannico previsto per settembre e ottobre 2025. Lo spettacolo sarà articolato su due serate consecutive, durante le quali verranno eseguite tutte le 69 canzoni dell’album.

Nel tour 2025, la band farà ritorno in Scandinavia e nel Regno Unito, toccherà nuovamente Portogallo e Spagna, e per la prima volta farà tappa in Italia.

Durante questa speciale esperienza sinfonica su due serate, Stephin Merritt sarà accompagnato da Sam Davol, Shirley Simms, Chris Ewen e Anthony Kaczynski.

Pubblicato nel 1999 da Merge Records, 69 Love Songs è considerato un capolavoro della musica indipendente. Diviso in tre dischi, ha rappresentato una svolta cruciale per i Magnetic Fields, consacrandoli a livello internazionale.

Questo tour segna la prima esecuzione dal vivo dell’intero album dopo oltre vent’anni.

Interamente scritto e registrato da Stephin Merritt, 69 Love Songs ha ottenuto il plauso universale fin dal suo debutto, conquistando le classifiche dei migliori album dell’anno di Rolling Stone, The New York Times, SPIN, LA Times, The Washington Post e ricevendo recensioni entusiastiche da Pitchfork, The Guardian, Stereogum e molte altre testate.

I Magnetic Fields nascono dalla mente di Stephin Merritt, polistrumentista e autore di culto, che ha pubblicato 12 album con la band e altri progetti paralleli, tra cui The 6ths, The Gothic Archies e Future Bible Heroes.

Oltre alla sua prolifica produzione discografica, Merritt ha composto musiche originali per tre opere teatrali dirette da Chen Shi-Zheng, ha scritto e messo in scena nel 2008 il musical Coraline (tratto dal romanzo di Neil Gaiman), vincendo un Obie Award, e ha curato le colonne sonore di film come Pieces of April (nominato agli Oscar) ed Eban and Charley.

Uno dei suoi brani più celebri, The Book of Love, è stato reinterpretato da Peter Gabriel ed è apparso in numerosi film e serie TV, tra cui Shall We Dance?. Ha inoltre composto le musiche per gli audiolibri di Una Serie di Sfortunati Eventi e Coraline, pubblicati da HarperCollins.

I Magnetic Fields riproporranno 69 Love Songs esattamente come veniva eseguito nei primi anni 2000: nell’ordine originale e suddiviso su due serate, con metà delle canzoni eseguite la prima sera e la restante metà la seconda.

Ogni performance vedrà l’alternarsi di più voci, con arrangiamenti orchestral-pop che combinano strumenti come violoncello, ukulele, chitarre e sintetizzatori, mantenendo intatta la magia dell’album che ha segnato la storia della musica indie.

Marie Davidson

Marie Davidson ha sempre seguito la sua strada.

La producer franco-canadese ha costruito la sua carriera sfidando le convenzioni della musica elettronica. I suoi primi quattro album l’hanno consacrata come una forza innovativa nel panorama del clubbing, con un debutto, Perte d’identité (2014), che ha posto le basi di un sound fatto di elettronica organica e narrazione introspettiva. Ogni uscita ha esplorato il suo rapporto ambiguo con la vita notturna, spingendosi sempre più verso sonorità ricche e stratificate, dal Detroit techno all’Italo disco, fino a esplodere in Working Class Woman (2018), album nominato al Polaris Music Prize. Qui, Davidson metteva alla berlina la cultura del clubbing e la sua stessa identità frammentata con un’ironia tagliente e disincantata, più che lottare con l’esistenziale, lo sbatteva direttamente sulla pista da ballo.

Nel 2020, però, Renegade Breakdown ha cambiato completamente le regole del gioco. Con il desiderio di esplorare altri territori sonori, Davidson ha formato una band con il marito e collaboratore di lunga data Pierre Guerineau (suo partner anche nel duo Essaie Pas) e il produttore Asaël Robitaille. Insieme hanno dato vita a un progetto profondamente collaborativo, ispirato ai dischi che ascoltavano ai party post-serata nel salotto di casa: jazz, chanson francese, elettronica. Per la prima volta, Davidson si è messa davvero a cantare.

Quattro anni e una pandemia dopo, Davidson torna al club con il suo sesto album, City of Clowns – ma non aspettatevi il solito clubbing. Le pulsazioni techno e i monologhi spoken word di Working Class Woman riemergono a tratti, ma qui si mescolano con le strutture pop e la sensibilità melodica di Renegade Breakdown. Anche per lei è un esperimento insolito: “In un certo senso richiama quello che facevo prima della pandemia, ma con un’evoluzione,” racconta. “Non volevo ripetermi.” Ma a plasmare il suono e lo spirito dell’album è anche un nuovo nemico: il potere invisibile della tecnologia.

Nel 2022, mentre lavorava all’album, Davidson ha letto The Age of Surveillance Capitalism di Shoshana Zuboff, un saggio che denuncia il capitalismo della sorveglianza come una nuova forma di oppressione economica, ormai infiltrata in ogni aspetto della nostra vita. La lettura l’ha profondamente colpita, spingendola a riflettere su quanto la tecnologia abbia ridefinito il nostro modo di vivere e persino di percepire noi stessi. “Oggi siamo più consapevoli di queste dinamiche,” dice, “ma allo stesso tempo ci siamo rassegnati.”

L’influenza del libro non è esplicita, ma si insinua nell’album attraverso titoli di brani, testi e scelte stilistiche. L’intro di Validations Weight inizia con la voce della stessa Davidson, che gradualmente si fonde con Amazon Polly, il software di sintesi vocale dell’azienda, fino a essere completamente sostituita da esso. È un’erosione dell’umanità che attraversa tutto l’album, dalla paranoia elettronica di Statistical Modelling al battito implacabile di Demolition, dove Davidson assume il punto di vista di una macchina: “I do what I do / And I do it well,” dichiara con una voce profonda e distorta. Il pezzo esplora il potere seduttivo della tecnologia, che ti convince di avere il controllo quando in realtà sei tu quello controllato. “La sorveglianza è fatta per demolire la tua volontà. Ti conquista con dolcezza e sensualità, e quando ti accorgi del pericolo è troppo tardi.”

I temi di City of Clowns si sono fusi con la musica che Davidson stava componendo per un altro progetto: nel 2020 aveva ricevuto l’incarico di scrivere la colonna sonora per uno spettacolo della compagnia di danza Animals of Distinction. Dopo due anni lontana dalle macchine, questo lavoro l’ha riportata alla musica elettronica. Ma ci è voluto ancora un anno perché decidesse di fare un nuovo album. “Mi mancava. Una parte di me sarà sempre legata alla musica elettronica.”

La gestazione di City of Clowns è stata tutt’altro che lineare. Avviato come un progetto solista, ha preso forma tra il 2021 e il 2024, fino a diventare una collaborazione più ampia. Nel 2022, Davidson ha scelto di co-produrlo con Guerineau, mentre nel 2023 hanno coinvolto Stephen e David Dewaele dei Soulwax. Come in Renegade Breakdown, hanno unito le loro influenze per amplificare lo stile crudo e diretto di Davidson in qualcosa di monumentale, capace di travolgerti. Anche il suo ritorno al DJing ha influito sul disco. “Ho iniziato a pensare ai brani con una nuova prospettiva: ‘Funzionano in pista? Faranno ballare la gente?’ Cosa che prima non mi chiedevo mai.”

Davidson aveva dichiarato di non voler più fare musica da club, eppure Contrarian – uno dei pezzi più potenti del disco – è un banger techno con beat martellanti, bassi acidi e breakdown dilatati. “Mi contraddico spesso,” sorride. “Ma per me essere artista significa questo: non rimanere fedele a quello che hai detto in passato, ma restare creativo.”

Contrarian, come altri brani dell’album, si oppone alla disumanizzazione imposta dal mondo digitale, ribadendo la propria individualità: “Sono incoerente, cambio idea, sono assurda – e va bene così!” Lo stesso spirito emerge in Unknowing, Sexy Clown e Fun Times – tracce che affermano chi è Davidson, chi vuole essere “come artista, come donna, come persona.”

Il primo brano scritto con Guerineau, Fun Times, è un’ironica dichiarazione sulla scelta di Davidson di non avere figli. “You make babies / I’m having fun,” canta, smontando l’idea che l’unico modo per realizzarsi – soprattutto per una donna – sia la maternità. “Pensavo che avrei avuto figli, poi ho capito che non ero pronta. Non ho bisogno di un bambino per sentirmi una donna completa. I miei ‘figli’ sono la mia arte.”

Anche Sexy Clown parla di identità e percezione. Davidson riflette sul suo ruolo di outsider, sul fatto che la sua vulnerabilità e il suo carattere forte non vengano mai conciliati dalle persone. Ma scrivendo questa canzone, si è resa conto di aver trovato la propria dimensione. “So chi sono. Se sembro scostante, è perché negli ultimi anni sono stata troppo amichevole.”

City of Clowns è un album tagliente, ma anche ironico. Davidson ha sempre usato l’umorismo nella sua musica, ma nel 2023 si è immersa nel mondo dello stand-up comedy, affascinata da figure come Bill Hicks, Wanda Sykes e George Carlin. La sua idea di DJ si è evoluta fino a diventare quella di un clown, un “intrattenitore outsider” che osserva la società da una prospettiva laterale.

“Mi sono sempre sentita fuori posto,” dice. “Non sono mai stata bullizzata, ma mi è sempre stato detto che ero ‘diversa’.” Dagli anni della scuola, in cui si alzava in piedi a raccontare storie durante le lezioni, fino ai suoi live energici e fuori dagli schemi, Davidson si è sempre mossa fuori dalle righe.

Con City of Clowns, trasforma questa diversità in arte, esplorando con sarcasmo e brutalità la nostra epoca di iper-sorveglianza, alienazione e ricerca di significato. L’album affronta temi complessi, ma rimane visceralmente umano.

Cola

Band formata nel 2019 dagli ex-Ought Tim Darcy e Ben Stidworthy, insieme al talentuoso protagonista della scena jazz sperimentale di Toronto Evan Cartwright, già membro di U.S. Girls e The Weather Station, i COLA si annunciano al mondo nel 2021, lo stesso giorno in cui gli Ought decidono di ufficializzare la notizia del loro scioglimento. Lo fanno pubblicando il loro primo singolo “Black Curtain”, che sarà poi la traccia di apertura di “Deep in View”, il loro debut album uscito su Fire Talk nel 2022.

Il lascito di una certa etica DIY dell’epoca d’oro di Dischord Records o di SSD Records è riconoscibile e rintracciabile ovunque, sia attraverso sonorità ruggenti provenienti da un setting minimale di batteria/basso/chitarra, ma anche attraverso i temi delle loro canzoni, costellate ovunque di battute accattivanti e considerazioni di carattere sociale. Il loro stesso nome, COLA, è un acronimo che sta per Cost Of Living Adjustment, termine che indica una pratica economica attuata al fine di contrastare rincari e inflazione, il che non lascia dubbi sulle intenzioni degli argomenti trattati nei loro testi.

Nel 2024 pubblicano il loro secondo album “The Gloss”, che si propone di bilanciare e “risolvere” le frustrazioni presenti nel precedente lavoro, attraverso un’iniezione di maggiore positività, pur conservando intatta la tendenza a scavare nelle ingiustizie e contraddizioni del sistema economico in cui viviamo. Elogiato da Pitchfork, che lo ha definito “una combinazione perfetta di leggerezza romantica e rabbia giusta”, il disco è stato accolto molto positivamente per la sua forte vena poetica unita alla sperimentazione sonora, confermando l’incredibile capacità dei COLA di bilanciare momenti di spensieratezza e profonda introspezione.

La formula vincente di questa band è una fusione ben calibrata di elementi vincenti, in cui ogni membro porta una propria visione distintiva al progetto: Darcy con il suo stile poetico e pungente, Cartwright con il suo approccio jazz-infused che arricchisce le composizioni con dettagli inaspettati e mai banali, e Stidworthy con il suo basso incisivo, influenzato anche dalla sua passione per strumenti tradizionali come le Uilleann pipes. Questo mix rende i COLA una delle formazioni più interessanti e originali della scena indie rock contemporanea.

Sul palco, si distinguono per un’esecuzione impeccabile e una chimica palpabile. Dopo mesi in tour, la band ha perfettamente collaudato una performance che porta il pubblico in un viaggio attraverso sonorità ipnotiche, ritmi nervosi e melodie accattivanti. Ogni canzone è ricca di intuizioni brillanti e uno sfaccettato ventaglio di emozioni: dalle delicate note di “Nice Try”, al minimalismo melodico di “Keys Down If You Stay”, alle atmosfere ipnotiche e ripetitive di “Bitter Melon”, evocando il lato più mistico del krautrock, che trova la sua massima espressione in “Bitter Melon”. L’approccio dei COLA è volutamente artigianale: i brani vengono registrati dal vivo con minimi overdub, mettendo in risalto la coesione della band e la spontaneità del loro suono. Questa scelta regala al pubblico un’esperienza cruda e autentica, come se i musicisti suonassero direttamente nel salotto di casa.

Pom Pom Squad

Il progetto Pom Pom Squad nasce dalla mente della talentuosa artista queer Mia Berrin, originaria di New York e cresciuta spostandosi continuamente di città in città durante l’infanzia. Lei stessa ha spesso dichiarato che la volontà di fare musica e formare una band risponde all’esigenza di esternare un profondo sentimento di disorientamento. Crescendo come giovane donna nera e portoricana in contesti prevalentemente bianchi, Berrin ha trovato una via di fuga attraverso la sua passione per la musica e per il cinema. Ha tratto ispirazione da elementi visivi e musicali eterogenei come ad esempio i colori vivaci, il synth-pop di Heathers, i pastelli e il malinconico mellotron di The Virgin Suicides; dalla visione campy e grottesca della periferia di John Waters a quella surreale di David Lynch. Questo mix unico ha influenzato profondamente la sua estetica musicale ed è rintracciabile in tutte le produzioni dei Pom Pom Squad. 

Il loro album di debutto, Death of a Cheerleader, uscito su City Slang a giugno del 2021 accompagnato dal videoclip della title track, ha rapidamente catturato l’attenzione della critica per la sua straordinaria capacità di unire l’energia grezza del punk e del grunge a sonorità pop eleganti e raffinate, unite a temi introspettivi e personali quali l’identità, la vulnerabilità e le difficoltà dell’adolescenza e della crescita. L’album infatti, è stato definito “un manifesto punk per chi cerca di ritrovare se stesso” da Rolling Stone, mentre NPR ha lodato la band per aver creato “una colonna sonora perfetta per i sentimenti di alienazione e resilienza”.

Nell’autunno 2024 arriva Mirror Starts Moving Without Me, salutato come un “seguito fantastico” che conduce l’ascoltatore attraverso “un percorso diverso di beatitudine musicale” (The Weekly Coos). Anche in questo c’è un’eccezionale alternanza di dolcezza e ruvidezza, in cui la voce di Berrin è il cuore pulsante di ogni brano, riflettendo perfettamente i contrasti emotivi di un album che non ha paura di esplorare temi oscuri. Brani come “Head Cheerleader” e “Crush” sono evidenti esempi di come i Pom Pom Squad riescano a rendere l’indie rock contemporaneo fresco, mantenendo però un’anima viscerale, che attinge dal passato ma che al tempo stesso guarda al futuro.

Romare

Come Romare, l’approccio artistico di Archie Fairhurst si radica nel collage, costruendo nuove forme vivide a partire da materiali esistenti. Giocosi e immediati, ma anche profondamente ricercati e coinvolgenti, i suoi album e performance, a partire dal 2012, si sviluppano come un patchwork di ispirazioni e linee di ricerca ossessive, composte da un ventaglio globale di materiali di origine. Il nome stesso è un indizio: Fairhurst ha scelto di chiamarsi Romare in omaggio a Romare Bearden, l’acclamato artista multidisciplinare americano noto soprattutto per i suoi incisivi collage. Nel processo di Bearden, Fairhurst ha trovato un modo per affrontare l’infinita gamma della produzione musicale elettronica, incanalando la sua vasta conoscenza musicale per creare musica da materiali sonori preesistenti e intrecciando temi nei suoi accostamenti per un approccio più ponderato al campionamento.

Nessun amante della musica rimane ancorato a un solo suono per tutta la vita, e così, naturalmente, le aree di interesse di Fairhurst si sono evolute nel tempo, dal debutto rivoluzionario del 2012 su Black Acre, Meditations On Afrocentrism, attraverso una serie di album pubblicati con Ninja Tune fino a Home del 2020, una riflessione sul senso di appartenenza e luogo. Projections è un omaggio diretto al lavoro di Bearden, mentre le uscite Love Songs attingono alla ricchezza della musica romantica come punto di partenza. Cresciuto conducendo una vita nomade, Fairhurst ha visto evolvere nel tempo anche i materiali che utilizza come fonte, con un campionamento che è diventato sempre più opaco e integrato con altri strumenti, contribuendo a definire il suono distintivo di Romare. Fantasy del 2022 espande questa idea con un approccio più astratto, incorporando elementi del cinema fantasy degli anni ’70 nella sua caratteristica elettronica ritmica e fuori dagli schemi, segnando anche l’inizio della sua etichetta personale, You See.

Nonostante i concetti articolati e gli arrangiamenti inusuali, la musica di Romare rimane, nel profondo, musica da ballo, perfettamente adattabile a contesti live e club. In alcune occasioni, Fairhurst ha riunito un’intera formazione per portare la sua musica sul palco, un richiamo alle sue radici come chitarrista e batterista in band; in altri momenti, si trova a suo agio nel sequenziare e arrangiare la sua musica da solo, rielaborando il materiale degli album in tempo reale, con quella flessibilità che la musica dance richiede spesso. Allo stesso modo, ha svolto un’intensa attività da DJ in tutto il mondo, con un approccio onnivoro che rappresenta una naturale estensione del suo lavoro in studio, bilanciando angoli nascosti della ricerca storica con l’impulso cinetico della musica da club contemporanea.

Snapped Ankles

Gli SNAPPED ANKLES, originalissima formazione art rock londinese unica nel suo genere, hanno saputo reinventare il concetto di musica alternativa mescolando elementi di post-punk, krautrock, elettronica e ritmi tribali, il tutto connotato da una forte componente visiva e performativa. La loro musica è un’esplosione di synth, ritmi incalzanti e groove primordiali, spesso accompagnati da un’estetica che richiama la natura selvaggia e misteriosa delle foreste, unita a un’irriverente critica alla società contemporanea e al progresso tecnologico. 

Formatisi nel 2011, gli Snapped Ankles sono noti per la loro identità unica e per l’approccio “outdoor” alla musica. Il loro stesso nome intende evocare un’immagine concreta, seppur immaginaria, come se la band fosse davvero intrappolata in un mondo selvaggio e incontrollabile. Nonostante il loro suono sia ricco di distorsioni e sperimentazioni, riescono sempre a mantenere una forte componente ritmica che spinge al movimento, con influenze che spaziano dal krautrock di band come Can e Neu!, al post-punk più acido ed elettronico.

Gli Snapped Ankles, con i loro caratteristici rituali sciamanici e i ritmi trascinanti, a metà tra concerto propriamente detto e vera performance, sono un’esperienza unica da vedere dal vivo. Durante i loro show infatti, i membri del gruppo sono spesso vestiti con costumi tribali, maschere e altre attrezzature che accentuano il loro legame con il loro immaginario “forestale”, confezionando abilmente un’esperienza immersiva e collettiva, che mescola musica, danza e arte visiva in un’esplosione sensoriale.

Nel corso degli anni, gli Snapped Ankles hanno costruito un vero e proprio culto crescente grazie ad album celebri come Come Play The Trees (2017) e Stunning Luxury (2020), che li hanno consacrati come una delle band più originali e stimolanti della scena musicale britannica. Il loro suono si è evoluto attraverso un mix di ritmi teutonici e pulsazioni industriali, mantenendo però una forte identità tribale e inquietante, che si rispecchia completamente nella tematica dei loro album, che esplorano il contrasto tra natura e tecnologia, il rapporto con il progresso e la gentrificazione.

Con il loro ultimo lavoro Forest Of Your Problems (2021), gli Snapped Ankles hanno continuato a esplorare territori sonori sempre più complessi e inquietanti, portando il loro “rituale forestale” a nuovi livelli di espressione, sia in studio che sul palco.

 

Il 22 gennaio 2025 è uscito il loro ultimo album Hard Times Furious Dancing. La band rimane una delle realtà più audaci e visionarie nel panorama musicale contemporaneo.

 

The Murder Capital

Lodati dalla critica fin dal loro album d’esordio When I Have Fears del 2019, accolto come un album forte e emotivamente intenso e promosso a pieni voti dal The Guardian, The Irish Times, NME e altre riviste di settore, i The Murder Capital ad oggi rientrano tra le band più rappresentative e stimate di un certo post-punk energico e abrasivo delle prime decadi del 2000, che ha il suo centro nevralgico in Irlanda e nel Regno Unito e una fortunata diffusione a livello globale.  

L’autunno 2024 li ha visti impegnati nella pubblicazione di alcuni singoli nuovi, come “Words Lost Meaning”, uscito il 18 novembre, “Can’t Pretend To Know”, del 23 settembre, e “Heart in a Hole”, uscito a settembre 2023, come anticipazioni di quello che sarà il loro terzo album dopo Gigi’s Recovery del 2023. 

Gigi’s Recovery è stato salutato come una magistrale rielaborazione del loro sound in senso più maturo e introspettivo rispetto al loro straordinario debutto, un disco rock intricato ed epico allo stesso tempo, con canzoni di ampio respiro, che riprendono e ampliano i temi tipici della band che spesso ruotano attorno alla lotta interiore, alla morte, alla perdita e alla solitudine, e a cui si 

aggiungono riflessioni più profonde sulla resilienza e sulla guarigione dai traumi, il tutto fondendo sonorità post-punk a una serie di diverse venature stilistiche.

Accolto anch’esso da un’ondata di consensi della critica, inclusa la loro seconda recensione a cinque stelle sul The Guardian, è una dichiarazione di identità artistica definitiva su chi sono i Murder Capital e dove stanno andando, una dimostrazione che l’emozione cruda e pura da sempre al centro della loro musica può essere una spinta ambiziosa. 

L’esistenza stessa del quintetto irlandese, composto dal cantante James McGovern, i chitarristi Damien Tuit e Cathal Roper, il bassista Gabriel Paschal Blake e il batterista Diarmuid Brennan, è radicata nel trovare speranza nella tragedia e quindi, dopo cinque anni in cui hanno vissuto la morte di amici intimi e familiari, la pubblicazione di due album eccellenti, una pandemia, una lunga serie di tour tra cui uno in apertura a Nick Cave nel 2022 e una ricca stagione di festival piena di gente, tutto effettivamente si sta volgendo a favore della loro carriera, a dispetto delle condizioni dolorose che hanno contribuito alla nascita della band. 

I The Murder Capital infatti, si formarono a Dublino nel 2018 e la musica fu un modo per aiutarli a superare il dolore del lutto in seguito al suicidio di un caro amico di James e alla lunga malattia e successiva scomparsa della madre di Blake. Tutto questo contribuì a creare un legame intenso tra loro cinque fin dall’inizio, e la necessità di prendersi cura l’uno dell’altro e di coltivare continuamente le loro relazioni e il loro benessere divenne parte cruciale della loro essenza come band. “Penso che sia davvero importante per i giovani avere una sorta di senso di comunità, che si tratti di una squadra di calcio o di un club di scacchi o qualcosa in cui sei responsabile per gli altri e gli altri sono responsabili per te“, aggiunge Blake. “A volte può essere scomodo perché richiede di crescere, ma non riuscirei mai a migliorare continuamente se il resto dei ragazzi non contasse su di me per migliorare o fare meglio“.

Mentre “Heart In The Hole” e gli altri singoli pubblicati di recente accennano a un nuovo spettacolare capitolo per la band, nessuno di loro è in grado di dire dove li sta dirigendo questa strada. “Siamo aperti al processo di scoperta di ciò che è in arrivo“, afferma McGovern. “Siamo in una sorta di coscienza collettiva, ci muoviamo verso una direzione formando tutti un’unica cosa“, afferma Tuit. “È davvero emozionante farne parte, sentire che stiamo tutti andando nella stessa direzione“. 

Myd

Negli ultimi due anni, Myd ha saputo rafforzare la sua reputazione come DJ e come figura fondamentale della nuova ondata di French Touch.

I suoi djset recenti, come la sua presenza da headliner al leggendario Pikes Ibiza, l’apertura per il suo idolo Fatboy Slim alla sua serata All Back To Minehead, Brunch in The Park a Madrid con 7.000 persone, i sold out in luoghi leggendari il Village Underground di Londra  o il Nightales di Hackney e la presenza regolare al ToyTonics, la crew culturale internazionale con sede a Berlino, hanno contribuito a consolidare questa sua reputazione su scala internazionale come must imperdibile. Tuttavia, i set inclusivi, gioiosi e a volte chiassosi di Myd, sono solo un aspetto della sua identità artistica. 

Come cantautore, produttore, cantante e strumentista, ha pubblicato il suo album di debutto “Born A Loser” nel 2021 riscuotendo un enorme successo. L’album ha fuso in modo impeccabile dance e indie, con collaborazioni con Mac DeMarco e Juan Wauters e Bakar e includendo singoli come “The Sun“, che ha raggiunto lo status di disco di platino certificato e “Together We Stand“, la canzone scelta per le celebrazioni ufficiali di Capodanno a Parigi el 2024. 

Ma è nel punto di incontro tra la sua anima da  DJ e quella di artista discografico che si situa la singolarità di Myd. Progetti inaspettati, insoliti ma molto amati come il suo Christmas Dinner Mix del 2023, un mixato su misura per l’occasione di una serie di DJ e produttori venerati nella sua vasta cerchia di amici e co-firmatari, tra cui Laurent Garnier, Sarah Story e altri, aiutano a mostrare quanto egli stia procedendo spedito sul suo percorso. E come remixer, i crediti di Myd includono nientemeno che Groove Armada, Dua Lipa e Hot Chip, mentre i suoi brani sono stati remixati da grandi nomi come Metronomy, Gaspard Augé dei Justice, Dan Shake e altri. L’ultimo remix di Myd è un raro cut di “Funky And You Know It” degli Shakedown con il leggendario e l’iconico Bootsy Collins. 

Non è mai troppo ovvio quale sarà la prossima mossa di Myd, ma per il momento sappiamo che lo troveremo spesso a Ibiza e molto presto anche in Italia, per continuare a offrire indimenticabili DJ set mentre lavora al suo prossimo remix o alla sua prossima uscita.

Camel Power Club

Il duo Camel Power Club crea una geografia musicale unica, fatta di luoghi insoliti, paesi lontani e pianeti da scoprire. Ogni nuova uscita è un viaggio, ogni brano un invito a sognare a occhi aperti. Negli anni, Léonard e Léa hanno creato un universo sonoro distintivo, una fusione tra LCD Soundsystem e The Beach Boys, con un tocco cosmico.

Tutto inizia nello spazio con l’acclamato primo EP Sputnik nel 2014, seguito nel 2017 da Baïkonour, un secondo EP dal tocco più pop. Nel 2019, Léa raggiunge Léonard in orbita, e l’anno successivo vede la pubblicazione di un nuovo EP di cinque tracce, Why Can’t We All Be Friends for the Few Years Left? Un atterraggio perfetto per un tipo di viaggio diverso: caldo, dai colori vibranti e dai suoni tropicali che evocano un senso di fuga.

Arriviamo quindi al 2022, con il secondo album Narukanaga, un territorio sconosciuto dove l’immaginazione è al centro. Ritroviamo lo stile dei nostri due esploratori, che continuano a espandere i loro orizzonti, e l’album è accompagnato da un tour europeo sold-out.

Con oltre 130 milioni di stream, il duo è ora pronto per una nuova serie di singoli e per il loro prossimo album, A Trip To Nowhere, in uscita il 21 febbraio 2025, insieme a un tour ancora più ambizioso nella primavera dello stesso anno. Questo terzo album rappresenta una tappa importante nel viaggio del gruppo, aprendo un nuovo mondo in cui la danza e il sogno sono i protagonisti.