Amen Dunes

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    Damon McMahon aka Amen Dunes è un artista in continua trasformazione e Freedom è il suo progetto più audace.
    Il suo primo LP, D.I.A., era un complesso, classico underground, registrato e suonato interamente da McMahon in un trailer nello stato di New York nel corso di un mese, senza nessuna post-produzione. Il quarto e più recente LP, Love, conGodspeed! You Black Emperor come produttori e band di supporto, presenta canzoni che con confidenza sono molto lontane dal ‘damaged drug pop’ dell’Amen Dunes dei tempi del trailer-park.
     
    Love ha richiesto due anni, Freedom tre. La prima parte dell’album dell’album è stata registrata nel 2016 dopo un anno passato a scriverlo tra Lisbona e New York, parte che però è stata completamente demolita. Incerto sul come andare avanti, McMahon si è avvallato della contributo di un potente gruppo di collaboratori e vecchi amici, e ha ricominciato da capo. Insieme ai membri principali della band, tra cui Parker Kindred (Antony & The Johnsons, Jeff Buckley) alla batteria, si sono aggiunti Chris Coady (Beach House) come produttore e Delicate Steve alle chitarre. Questo è il primo disco di Amen Dunes che ripercorre le influenze elettroniche della gioventù di McMahon con l’aiuto del venerato produttore underground,Panoram di Roma. McMahon aveva scoperto la musica di Panoram in un negozio di Londra e se ne era innamorato. In seguito i due sono diventati amici e con lui, Panoram trova il suo posto come siginificativo, seppur sottile, contributore al disco.
     
    La maggior parte delle canzoni sono state registrate presso il famoso Electric Lady Studios di New York (sede di Jimi Hendrix, AC / DC, D’Angelo), e terminate nel leggendario Sunset Sound di Los Angeles, dove McMahon, Nick Zinner eGus Seyffert (Beck, Bedouine), session bass, hanno arricchito le registrazioni.
    Freedom è una riflessione sulla crescita, gli amici d’infanzia che sono finiti in prigione o peggio, l’identità maschile, il padre di McMahon e sua madre, a cui è stato diagnosticato un cancro terminale all’inizio della registrazione. 
    I temi sono più scuri rispetto ai precedenti album di Amen Dunes, ma è un’oscurità sublimata attraverso il groove. La musica, come risposta o anche soluzione alla negatività, è forte e gioiosa, ritmata e ballabile. La combinazione di una potente sezione ritmica, l’abilità chitarristica di Delicate Steve filtrata attraverso la potenza di Amen Dunes e lo sfondo della produzione elettronica di Panoram, rendono il disco speciale e unico nella scena newyorchese.