Per molto tempo Momoko Gill è stata uno dei segreti meglio custoditi della scena elettronica e jazz britannica. Batterista autodidatta, producer, autrice e cantante, ha collaborato con artisti come Alabaster DePlume, Matthew Herbert, Coby Sey, Tirzah e Nadeem Din-Gabisi (suo compagno di progetto in An Alien Called Harmony). Le numerose tournée, dietro la batteria, alle tastiere e al microfono, hanno affinato nel tempo il suo istinto compositivo e produttivo.
Con Momoko, debut album uscito per Strut a febbraio 2026, Gill si prende definitivamente la scena con un disco interamente suo. Nel disco, anticipato dai singoli No Others e When Palestine Is Free, convivono influenze che spaziano dal jazz alla canzone d’autore, dalla sperimentazione all’elettronica, senza mai cedere all’imitazione. Cresciuta tra Giappone e Stati Uniti e oggi residente a Londra, trasforma il proprio percorso personale in un linguaggio musicale unico, sviluppato attraverso intuito, collaborazioni e ricerca individuale.
Le undici tracce dell’album attraversano territori molto diversi: dal groove jazzato di No Others alla riflessiva Heavy, fino ai toni più oscuri e frontali di Shadowboxing, all’interludio sperimentale Test A Small Area e alla potente When Palestine Is Free, impreziosita da un coro di cinquanta elementi che include musicisti del calibro di Shabaka Hutchings, Soweto Kinch, Alabaster DePlume, Coby Sey e Marysia Osu, tra gli altri. Il risultato è un disco profondamente personale e poetico, capace di esprimere senza compromessi tutta l’ampiezza della visione artistica di Momoko Gill.
L’album è stato prodotto dalla stessa Momoko Gill, registrato presso il Total Refreshment Centre, mixato da Matthew Herbert e masterizzato da Alex Gordon agli Abbey Road Studios.
