I The Tubs sono una band britannica di base a Londra, composta da Owen Williams (voce, chitarra), Dan Lucas (chitarra), Max Warren (basso) e Taylor Stewart (batteria). Il loro sound affonda le radici nel jangle pop e nell’indie rock britannico, combinando influenze folk rock, energia post-punk e una scrittura melodica che convive con testi ironici, spesso amari e profondamente personali.
Dopo essersi fatti conoscere con Dead Meat, i The Tubs hanno consolidato la propria reputazione con Cotton Crown (2025), accolto con entusiasmo dalla critica internazionale. Testate come Pitchfork, Stereogum, The New Yorker e Associated Press hanno riconosciuto nella band una delle espressioni più interessanti della nuova scena chitarristica britannica, apprezzandone soprattutto la capacità di affrontare temi come il lutto, le relazioni sentimentali e il disagio emotivo attraverso canzoni pop energiche, dirette e ricche di personalità.
La loro musica vive proprio di questo contrasto: da una parte la leggerezza apparente degli arrangiamenti, dall’altra una scrittura che non rinuncia a esplorare gli aspetti più scomodi dell’esperienza personale. Owen Williams racconta insicurezze, ossessioni, fallimenti sentimentali e contraddizioni quotidiane con un umorismo caustico e una notevole capacità di osservazione, costruendo un immaginario in cui malinconia e sarcasmo finiscono spesso per coincidere.
Nel 2026 la band ha firmato con Merge Records, storica etichetta indipendente americana, inaugurando questa nuova collaborazione con una sorprendente reinterpretazione di Fade to Black dei Metallica, trasformata in un brano folk rock vicino alla propria sensibilità musicale.
L’11 settembre 2026 è uscito Hard Life, il terzo album in studio dei The Tubs, che segna un’ulteriore evoluzione nella scrittura e nel suono del gruppo. Il disco sviluppa un dialogo tra due diverse versioni della personalità di Williams: una più vulnerabile, segnata dal dolore, dalle delusioni e dall’autocommiserazione, e un’altra più severa e disincantata, che ne mette in discussione comportamenti e contraddizioni. Le due voci si confrontano e si sovrappongono nel corso delle dodici tracce, affrontando il cambiamento personale, il rimpianto, il senso di colpa e il difficile rapporto tra sofferenza e maturità.
Ad anticipare l’album è stato Who’s Gonna Love You Now?, brano influenzato dal Northern Soul e dal power pop, in cui organi e chitarre accompagnano una riflessione sarcastica sulle relazioni, la monogamia e le aspettative di una vita diversa. Al disco hanno collaborato anche Lan McArdle, George Nicholls, Rachel Kenedy e il violinista Chris Haigh, musicisti legati alla rete creativa che ruota intorno ai The Tubs e alla precedente esperienza di Williams con i Joanna Gruesome.
Con tre album all’attivo, centinaia di concerti e un’identità musicale sempre più definita, i The Tubs si sono affermati come una delle band più interessanti dell’indie rock contemporaneo, capaci di rielaborare la tradizione del guitar pop britannico attraverso una prospettiva personale, inquieta e spesso spietatamente ironica.
