Nel 1978 in una Liverpool che ritorna improvvisamente swinging e luccicante, vera fucina di idee e artisti come non si vedeva dai tempi dei Fab Four, nascono gli ECHO & THE BUNNYMEN, alfieri della transizione dal post-punk al pop psichedelico di grande suggestione e impatto melodico all’alba degli anni 80. A capitanarli sono il chitarrista Will Sergeant e il leader, e voce del gruppo, Ian McCulloch, che riusciranno ad avere tanto successo da giocare per alcuni anni nella “premier league” del pop d’oltremanica, insieme a U2 e Simple Minds, e a influenzare molte delle successive evoluzioni della musica britannica.
Preceduto dal singolo “Pictures On My Wall”, il loro primo album Crocodiles esce nel 1980, ed entra di fatto nel novero degli album fondamentali della new wave inglese.
La band si rivela subito straordinaria, a partire da una sezione ritmica in grado di unire propensione melodica, potenza e inventiva, fino alla chitarra elettrica di Sergeant, che si presenta come un vero guitar hero per la generazione post-punk, forte di un repertorio ricchissimo di idee e di uno stile che riprende la psichedelia anni 60 alla luce delle innovazioni introdotte dal primo album dei Television. Su tutto campeggia l’istrione McCulloch, giovane esegeta di David Bowie e Jim Morrison, col suo timbro basso e soulful e il suo repertorio di lamenti, recitazioni e di ottime intuizioni melodiche. Mai veramente sopra le righe, carismatico, il suo contributo è il perfetto complemento a quel misto di concisione ed espressività che fa di Crocodiles un grande album storico.
Dopo il primo disco la fortuna del gruppo continua a crescere, raggiungendo il successo e la vetta delle classifiche inglesi e statunitensi con Heaven Un Here del 1981, Porcupine del 1983, e Ocean Rain del 1984, considerato il capolavoro della band e contenente il singolo che li ha resi famosi in tutto il mondo, The Killing Moon. In poco tempo la band sale alla ribalta coniando uno stile melodico prima inesistente, un ibrido di psichedelica e pop rock con arrangiamenti sontuosi. ECHO & THE BUNNYMEN hanno avuto quella attitudine positiva e visionarietà naif che li ha portati a guidare la gioventù fuori dalle
secche angosciose del post-punk, verso i romanticismi pop di metà anni ottanta e le celebrazioni edoniste della Cool Britannia, realizzando quella seconda “British invasion” con cui la new wave britannica ha colonizzato le radio Usa.
Nel 1985 esce la racconta Songs to Learn and Sing e nel 1987 un album omonimo.
Il clima all’interno della band però è ormai cambiato: nel 1988 McCulloch lascia il gruppo per dedicarsi alla carriera da solista e un anno dopo il batterista Pete De Freitas muore in un incidente stradale in moto.
Nel 1994 McCulloch e Sergeant tornano a lavorare insieme sotto il nome di Electrafixion e tre anni dopo si riforma il trio originale con il bassista Les Pattinson. Il gruppo ritornato compatto pubblica prima l’album Evergreen (1997) e poi, tra un tour e l’altro, registrano gli album Flowers (2001) e Siberia (2005). Collaborano con loro ai concerti il batterista Simon Finley, il bassista Stephen Brennan, il chitarrista Gordy Goudie e il tastierista Paul Fleming.
Dopo anni nel 2008 esce lun nuovo album in studio della band, The Fountain, prodotto dallo scozzese John McLaughin (Busted, Five), che riporta gli ECHO & THE BUNNYMEN alle altissime vette creative dei loro esordi, ma con una nuova e sincera sensibilità moderna che consacra i loro 30 anni di carriera. Per celebrare questa occasione nel settembre dello stesso anno la band viene invitata ad esibirsi con il loro capolavoro del 1985 Ocean Rain a Londra presso la Royal Albert Hall e a New York presso il Radio City Music Hall per concerti sold out. Le recensioni dei concerti parlano di live “euforici” e “trascendentali”, di un romanticismo e una grandiosità senza tempo.
Gli ECHO & THE BUNNYMEN guidati da Ian McCulloch tornano nel 2013 con un nuovo album Meteorites, prodotto da Youth (Killing Joke, The Verve, Crowded House…), e un tour europeo con il co-fondatore Will Sergeant insieme a Gordy Goudie (chitarra) e Stephen Brannan (basso).
I Bunnymen hanno lasciato una traccia indelebile e fondamentale nella storia del rock: sono innumerevoli le band che negli ultimi 20 anni hanno attinto al suono e allo stile dei Bunnymen, acclamati da una nuova generazione di discepoli: dagli Oasis ai Coldplay, dai The Dandy Warhols ai Glasvegas, dai Verve ai primi Radiohead, da Courtney Love ai Killers (che hanno interpretato la loro hit Bring on the Dancing Horses agli Ema 2008).
Di recente, brani del loro repertorio sono stati riproposti da popolari serie Netflix all’interno delle rispettive colonne sonore: gli autori di Stranger Things hanno utilizzato “Nocturnal Me”, la canzone “Pictures On My Wall” fa parte della colonna sonora della serie TV The Americans, mentre quelli di 13 Reasons Why hanno utilizzato “The Killing Moon”, che appare anche nella colonna sonora di Donnie Darko, La ragazza della porta accanto, Un lupo mannaro americano a Londra … canzone reinterpretata anche dal gruppo musicale Nouvelle Vague, tra le loro più famose cover.
Con dodici album in studio alle spalle e a quaranta anni dalla loro fondazione quest’anno, la band non sembra intenzionata ad arrestarsi! A quattro anni di distanza dal precedente Meteorites, gli ECHO & THE BUNNYMEN, e il loro indimenticabile mix tra post-punk e psichedelia, hanno annunciato il loro tredicesimo album in studio nel 2018: “The stars, the oceans & the moon”, prodotto dal versatile Andy Wright (già al lavoro con tantissimi, tra cui Annie Lennox, Pavarotti, The KLF, Jeff Beck e Gianna Nannini) e presentato letteralmente come «Bunnymen Classics Transformed & New Songs With Strings & Things Attached».
Ian McCulloch, frontman del gruppo, ha dichiarato: “I’m not doing this for anyone else. I’m doing it as it’s important to me to make the songs better. I have to do it.”
Il disco uscirà a maggio 2018, mese in cui Ian McCulloch e Will Sergeant daranno il via a una serie di sei date nel Regno Unito con show conclusivo, in grande stile, alla Royal Albert Hall di Londra il 1 giugno, per poi arrivare a Torino sabato 25 agosto sul palco di TODAYS con MY BLOODY VALENTINE.
Fin quando nel Regno Unito ci sarà gente come ECHO AND THE BUNNYMEN, è certo, il rock inglese non morirà mai!
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Echo & The Bunnymen

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