Il 28 giugno del 2005 usciva Clap Your Hands Say Yeah, omonimo debut album del progetto indie rock nato dalla mente di Alec Ounsworth, che, a vent’anni e altri cinque dischi di distanza, viene ripubblicato in vinile in edizione speciale e diventa l’occasione per un epico tour mondiale che toccherà l’Italia a settembre. Per anticipare le celebrazioni, a novembre la band ha pubblicato una versione originale del brano “Heavy Metal”, registrata nel 2004 e recentemente riscoperta tra i file del progetto originale. Alec Ounsworth, fondatore e frontman della band, ha raccontato che il brano fu inizialmente concepito per un EP da proporre alle etichette, prima di essere escluso dall’album definitivo. Riascoltandolo oggi, Ounsworth riconosce che avrebbe potuto far parte della tracklist ufficiale e apprezza ancora di più l’energia e l’innocenza di quella fase iniziale della band che ricorda come “un momento speciale nel tempo: un gruppo di giovani ragazzi tutti ammassati in una stanza d’albergo per svegliarsi e andare in un vero studio (!) e cercare di creare qualcosa di speciale solo per il gusto di farlo“.
Poche band possono vantare di essere esplose sulla scena con la stessa luminosità dei Clap Your Hands Say Yeah, ma ancora meno possono affermare che il loro debutto abbia definito così tanto un’epoca, segnato un periodo storico e rappresentato un cambiamento di paradigma nell’industria musicale. I Clap Your Hands Say Yeah sono riusciti in tutto questo e tanto altro: non sorprende che il loro primo album omonimo sia ancora oggi considerato una delle uscite indipendenti più influenti e migliori degli anni 2000.
Un’affascinante miscela di pop alternativo e indie rock melodico ed esuberante, Clap Your Hands Say Yeah hanno saputo reinterpretare numerosi riferimenti musicali classici e destinarli a una nuova generazione di appassionati di musica. Divertenti e stravaganti, i CYHSY – guidati dall’enigmatico cantautore Alec Ounsworth – hanno realizzato una rara alchimia, sintetizzando un incredibile mix di stili e influenze in qualcosa di completamente originale. E il risultato è stato assolutamente straordinario, un trionfo di sintetizzatori vibranti, chitarre squillanti, batterie dinamiche e la voce inconfondibile di Ounsworth, tra lamento e incanto. Il suono grezzo e sgangherato dell’album è stato parte integrante del suo fascino e il tempo non ha fatto altro che amplificarlo. Con The Skin Of My Yellow Country Teeth e Upon This Tidal Wave Of Young Blood, Ounsworth ha scritto due dei brani più esaltanti e celebrativi del nuovo millennio, autentici punti di forza di un album di straordinaria coerenza, giustamente lodato per aver riscritto le regole di cosa potesse essere una band indie. Autoprodotto e pubblicato negli Stati Uniti nel giugno 2005, Clap Your Hands Say Yeah è stato un vero fenomeno, ricevendo elogi entusiastici in tutto il mondo:
“Nel 2005, i Clap Your Hands Say Yeah hanno dimostrato fino a che punto una band potesse farsi ascoltare senza molta diffusione radiofonica o supporto promozionale. Il gruppo ha venduto oltre 125.000 copie del suo debut album autoprodotto, non solo perché la sua musica ha colpito nel segno, ma anche perché coloro che l’hanno amata hanno potuto diffondere la voce in modi che solo pochi anni prima sembravano impensabili. È una delle più grandi storie di successo musicale legate a Internet, ma Clap Your Hands Say Yeah è importante non solo per il suo successo virale; è anche un dannatamente buon disco.” – Bob Boilen, NPR (All Songs Considered’s 50 Most Important Recordings Of The Decade)
“Ogni volta che sembra che l’indie rock convenzionale abbia esalato l’ultimo respiro, qualcuno costruisce una cattedrale di canzoni che ci ricorda che, nel suo momento migliore, il genere riesce ancora a esprimere uno spirito grezzo e festoso come nessun altro. Costantemente e incredibilmente solido.”– Pitchfork (9.0, Best New Music)
“I CYHSY si trovano nel miglior momento possibile del ciclo di vita di una band: senza forzature stilistiche, con una produzione essenziale e meritevoli dell’hype per quello che è – molto probabilmente – un album quasi perfetto.” – Billboard
“Brillante, esagerato ma sapientemente misurato, questo è un album da ballare e da custodire.” – The Guardian (****)
Sarà un salto nel tempo e un’esperienza unica rivederli in Italia per celebrare dal vivo due decenni di musica indipendente con un concerto che si preannuncia memorabile.
