I Lowertown sono finalmente riusciti a riprendere fiato. Negli ultimi anni, il duo di base a New York formato da Olivia Osby e Avsha Weinberg è rimasto in bilico sull’orlo del collasso. Tra tour incessanti, gli attriti con loro etichetta, frustrazioni creative e un attaccamento a volte poco sano l’uno all’altra, sia la loro collaborazione artistica che, cosa ancora più importante, la loro amicizia si trovavano in una fase di forte instabilità, visto e soprattutto perché queste esperienze erano segnate dall’intensità disorientante della tarda adolescenza e dei primi vent’anni. A un certo punto, è diventato chiaro che per trovare una soluzione i due tornassero alle proprie radici.
Quelle radici sono nate ad Atlanta, in Georgia: nei boschi, nei locali destinati a essere presto abbandonati, nelle comunità punk improvvisate. Ma si sono rafforzate anche in un luogo completamente diverso: internet. La band è cresciuta tra fanpage di Tumblr, forum di Reddit e spazi digitali che non erano ancora stati corporatizzati. Hanno potuto osservare e prendere parte a fandom musicali, anime e cinematografici che diventavano sempre più forti in questi luoghi non regolamentati. A tal punto che quei fandom si sono traslati dal virtuale al fisico, portando le persone a incontrarsi di persona ai concerti, nei coffee shop e alle convention per parlare delle proprie ossessioni e creare legami attraverso interessi condivisi. Durante la pandemia, hanno visto questi spazi cambiare, essere mercificati e scomparire, le persone non avevano più luoghi fisici in cui stare semplicemente tra amici con interessi comuni, spazi in cui comunità e fandom potessero rafforzarsi. Da questo vuoto è nata la Ugly Duckling Union.
Ispirato dalla creatività concettuale di band come i Gorillaz e dall’enfasi dei Fugazi sul considerare i concerti come esperienze comunitarie, il nuovo album dei Lowertown, significativamente intitolato Ugly Duckling Union, è ambientato nel mondo concettuale di Dale, l’anatroccolo protagonista, e dei suoi compagni, che cercano di unire le forze per sconfiggere LBH: una tirannica corporation mediatica decisa a separare e isolare le persone nella sua ricerca di controllo.
Attraverso il legame online della band con i fan, il loro server Discord (con canali in cui la community può condividere la propria arte e parlare con la band) e le loro pagine Instagram e YouTube, dove hanno costruito un seguito di culto, i Lowertown hanno già iniziato a colmare la distanza tra digitale e fisico. I loro concerti sono spesso frequentati con entusiasmo da persone che si sono conosciute attraverso la loro rete di fandom online. Ugly Duckling Union, accompagnato da una storia concettuale, un mondo Minecraft giocabile, un manuale, pupazzi di peluche e fumetti disegnati da Doctor Nowhere (Silas Orion) sta creando uno spazio in cui poter tornare a essere orgogliosamente ossessionati insieme.
Gli inizi tumultuosi sono ormai un riflesso nello specchietto retrovisore per i Lowertown, come si sente fin dai primi secondi della traccia d’apertura, “Mice Protection”: l’espirazione composta di Osby è un momento simbolico che prepara la scena per la loro raccolta di canzoni più riflessiva, libera, catchy ed eccentrica.
Brani come “Big Thumb” incarnano perfettamente quanta strada abbiano fatto i Lowertown: in un mormorio folk-jazz scompigliato, Weinberg biascica le parole con tutto il cuore, mentre le melodie vocali vellutate di Osby e l’armonica si avvolgono attorno al brano con un effetto spettrale. La canzone è nata dopo una jam di oltre un’ora con chitarra a 12 corde e armonica, e i suoi testi impressionistici derivano da ritagli di giornale. Anche la divertente “Worst Friend”, dalle sfumature country, è il risultato di uno stile di scrittura giocoso, nata da una decisione improvvisata di alternarsi in barre su un episodio di Malcolm in the Middle, in cui un personaggio va agli Alcolisti Anonimi per far credere alla sua famiglia che stia lavorando su sé stesso, pur non avendo mai avuto un problema con l’alcol. Poi c’è “Cover You”, un brano splendido, pastorale e in gran parte strumentale, con un intricato fingerpicking di chitarra e un flauto malinconico: un’introduzione alla seconda metà più ambiziosa dell’LP.
I Lowertown sono sicuramente conosciuti soprattutto per le loro riflessioni toccanti sulla malinconia della giovinezza, sempre raccontata con un’onestà tagliente. Ma in Ugly Duckling Union quell’angoscia viene filtrata attraverso uno sguardo più maturo, distaccato e ironico. Weinberg descrive i loro testi precedenti come “reazioni di pancia”, in contrasto con la scrittura più meditata e consapevole di questo LP. “Mice Protection” prende in giro la tormentata incapacità di Osby di prendere decisioni, “Forgive Yourself” è una meditazione schietta ma compassionevole sulla vergogna, e “I Like You a Lot” è una rara canzone d’amore dei Lowertown, che racconta le sensazioni fisiche dell’infatuazione.
Durante la lavorazione dell’album, Osby ha letto molto Carl Jung, il celebre psicologo che ha scritto ampiamente del “sé ombra”, e in uno spirito simile la band descrive la seconda metà del disco come “la metà strega”. È una versione dei Lowertown più distanziata, esistenziale e onirica.
Ugly Duckling Union è stato interamente scritto, registrato, prodotto e mixato da Osby e Weinberg, e questa etica “artigianale” è qualcosa a cui tengono molto e che non è mai venuta meno. Sebbene i Lowertown siano gli unici custodi della propria arte, il titolo del loro nuovo album è una celebrazione della comunità significativa che hanno costruito.
“La nostra casa sono state le persone che ci fanno sentire compresi, e la musica che ci fa sentire compresi”, spiega Osby. “Sento che io e Avsha siamo stati semplicemente due disadattati che fanno cose insieme, e sento che questa musica è per persone come noi”.
C’è molta libertà nell’essere outsider, ed è proprio questo, in fondo, il cuore di Ugly Duckling Union: trovare e liberare sé stessi attraverso la comunità. E cosa potrebbe esserci di più liberatorio, auto-rivelatore e divertente che realizzare un disco bellissimo con il tuo migliore amico inseparabile?
