Molly Lewis

    Molly Lewis

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    CONCERTI

    Molly Lewis

     

    Le composizioni di Molly Lewis sembrano fluttuare nelle nostre orecchie da sponde lontane. Sono ultraterreni, tratti più da paesaggi da sogno che da qualsiasi luogo si possa trovare su una mappa. La Lewis è una presenza unica nella musica di oggi. Il suo fischio caratteristico, che richiama alla mente il grande soprano peruviano Yma Sumac, ha contribuito ad abbellire tutte le sue registrazioni, dai lieder di Schumann al jazz brasiliano, alle ballate Spaghetti Western e al noir lounge. Le collaborazioni di Lewis sono diverse: La Femme, Sébastien Tellier e Dr. Dre. Si è esibita in tutto il mondo, allo Yuz Museum di Shanghai, al Festival di Cannes, al Salón Los Angeles di Città del Messico e in tutta la Nuova Zelanda. L’EP di debutto di Lewis nel 2021, The Forgotten Edge, è stato prodotto da Tom Brenneck (Charles Bradley, Amy Winehouse). È stato un successo di critica, ricevendo elogi dal New York Times e dalla NPR e facendo ottenere a Lewis un posto nella CBS Sunday Morning. Ora, Molly Lewis e Brenneck hanno collaborato di nuovo per il loro secondo EP, Mirage, portando a bordo il chitarrista brasiliano Rogê, il percussionista Gibi Dos Santos e il tastierista Roger Manning. Capiente e suggestivo, Mirage è lo sforzo più ipnotico di Lewis di sempre. Come Eden’s Island (1970) di Eden ahbez, il cui “Nature Boy” è interpretato in uno dei momenti salienti di Mirage, l’album è basato sulle visioni della Lewis di un’isola immaginaria. Aprendosi con una title track piena di suoni di uccelli notturni, insetti e onde, e portandoci via con le sue lussureggianti trame strumentali e le melodie dei lombrichi, Mirage ci teletrasporta sotto le stelle di una spiaggia sconosciuta, tutto solo o in compagnia di chi abbiamo ha sempre sognato. Brani salienti come la seducente “Miracle Fruit” e la sbarazzina “Cabana de Mel” vanno oltre il tipico pastiche neo-lounge di Lewis, l’anima di Brenneck e il puro stile brasiliano di Rogê, incontrandosi negli oceani della loro immaginazione di quanto la musica possa andare lontano e portarci via da qui.